l'anno prossimo si "festeggiano" i 20 anni dalla discesa in campo di silvio b...
non c'è forse da chiedersi... perché amiamo tanto i ventenni dominati da improbabili pagliacci travesti da leader? perché non riusciamo a liberarcene noi stessi ma abbiamo bisogno che qualcun altro ci dica chi sono, che ci facciamo del male a essere governati con gli slogan assecondando la pancia e i peggiori istinti? che, se anche non si crede nella giustizia sociale, per puro egoismo si rischia di andare a fondo tutti tranne proprio chi guida la nave, come il comandante schettino che scappa lasciando la concordia contro lo scoglio a scendere inesorabilmente verso il fondale..
eppure basta così poco, fermarsi ad ascoltare quei discorsi che sembrano sketch da cabaret "Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della patria, integra e pura, come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano. L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del Littorio romano, perché questa è la meta verso la quale durante quattordici anni furono sollecitate le energie prorompenti e disciplinate delle giovani, gagliarde generazioni italiane. Impero di pace, perché 1'Italia vuole la pace per sé e per tutti e si decide alla guerra soltanto quando vi è forzata da imperiose, incoercibili necessità di vita. Impero di civiltà e di umanità per tutte le popolazioni dell'Etiopia." questa è la proclamazione dell'impero italiano e la cosa assurda non era che da un balcone c'era un buffone che dava enfasi a queste battute, credendoci sul serio o facendo finta di crederci, ma che la maggioranza di un popolo era la sotto a esultare e a seguirlo fino a una guerra suicida..
la storia è piena di personaggi che non è giusto neanche definire pazzi ma sadicamente lucidi e spietati nei loro disegni, sono cambiati i metodi di sterminio ma la soluzione finale era sempre quella di eliminare un'etnia, un popolo, una razza ritenuta inferiore ma l' unico vero scopo dei massacri generalizzati era quello di eliminare chi era d'intralcio ai propri interessi o, nei momenti di crisi, era un modo per scaricare la rabbia della gente altrove, trovare un capro espiatorio per non dover giustificare la propria impotenza.
mentre il mondo cambia velocemente e noi restiamo miseri provinciali immersi nelle nostre inutili beghe interne, il problema, oggi come ieri, è rimanere ancora bloccati dietro le smanie di protagonismo di un uomo che si crede al di sopra di tutto e tutti, che ha una corte comprata col proprio denaro che è pronta a saltare sul carro del vincitore un minuto dopo la sua caduta.
il problema da 20 anni sono i milioni di voti che continua a comprare e prendere ad ogni promessa soprattutto da chi viene danneggiato da questa non politica. le aziende chiudono, le grandi fabbriche delocalizzano, non si sa come creare lavoro, che futuro stiamo creando per le nuove generazioni e di cosa parliamo noi..dei processi dell'uomo più ricco del paese..
non si trova via d'uscita perché da una parte il lavoro della giustizia appare inutile, si sa che ogni condanna non è una condanna ma un rinvio che porta alla prescrizione e una scusa per poter 'riformare' la giustizia', però allo stesso tempo non si può non intervenire come vorrebbero in tanti da anni ( una bella amnistia a tutti i suoi reati e ci liberiamo del caso berlusconi, il quale continua a collezionare tutti i reati del codice civile e penale!!) , non si può far passare il messaggio che un uomo ricco e potente sia al di sopra della legge mentre nelle aule di tribunale campeggia la scritta che la legge è uguale per tutti.
non c'è un rimedio contro questi personaggi da tragi-commedia, proprio perché ci siamo già cascati una volta non significa che ci siamo immunizzati anzi così come si è creato il terreno fertile per il fascismo, attraverso le tv commerciali è stato preparato un nuovo immaginario collettivo..tutto basato sull'apparire, sul denaro facile, l'uomo che si crea un impero dal nulla..un'immagine vincente che affascina e attrae non solo chi ha un più diretto interesse ma quella massa di gente che invece più dovrebbe tapparsi le orecchie da quei canti di sirena..invece non c'è niente che attragga più un povero dell'ostentazione di ricchezza di un ricco, il sogno di poter fare la sua stessa vita senza pensare che quel tenore di vita è possibile proprio perché esistono milioni di poveri come lui..
le generazioni future si riguarderanno questo periodo facendosi due risate, chiedendosi come abbiamo fatto a votare berlusconi per anni credendo alle sue bugie da 4 soldi e mentre si ripeteranno 'a noi non può succedere' qualcuno starà già ponendo le basi per poter ancora portare la gente a credere a un miraggio collettivo tenendoli imprigionati forse per altri 20 anni..
sabato 29 giugno 2013
lunedì 3 giugno 2013
progetto eleonora
la saras presenta così il progetto eleonora
"È un progetto per la ricerca di gas naturale nel sottosuolo della provincia di Oristano. Quelli individuati nella piana di Arborea sono giacimenti di tipo convenzionale..contengono solo gas naturale e non petrolio greggio, ma soprattutto non richiederanno tecniche di perforazione particolarmente invasive. Gli studi completati da Saras indicano, con un alto margine di probabilità, la presenza nel sottosuolo del comune di Arborea di un giacimento costituito da cinque serbatoi geologici a profondità diverse (tra i 600 e i 2.850 metri) della capacità di circa 3 miliardi di m3 di gas. Saras ha chiesto l’autorizzazione per realizzare un solo pozzo esplorativo nella piano di Oristano, con l’obiettivo di confermare la presenza del gas naturale e la sua qualità. La fase di esplorazione prevede solo opere temporanee della durata complessiva di circa 6 mesi, di cui circa 50 giorni di perforazione vera e propria." ovviamente pensando a noi "Il metano eventualmente trovato ad Arborea sarà distribuito in Sardegna attraverso un collegamento con la rete di metanizzazione regionale in corso di completamento. La mancanza di gas naturale in Sardegna, unica regione in Italia a non possederne, continua a determinare una condizione di svantaggio sociale ed economico, sia per le attività industriali ed agricole sia per le famiglie. Per questo la disponibilità di una fonte energetica più pulita e meno costosa rispetto a quelle tradizionali, come potrebbe accadere grazie al metano di Arborea, si tradurrà in un vantaggio per lo sviluppo sociale ed economico della Sardegna".
queste belle immagini da libro dei sogni e da libro cuore non hanno convinto la popolazione della zona che ha creato nel 2011 un comitato contro il progetto e pochi giorni fa ha fischiato i tecnici giunti per rassicurare sulla salvaguardia dell'impatto ambientale.nel blog noprogettoeleonora.wordpress.com vengono spiegati quali sono i rischi per l'ambiente (siamo tra l'altro nei pressi di un'area protetta), la popolazione, l'economia della zona nota in tutta la sardegna per i suoi prodotti caseari.
si può davvero pensare che una multinazionale che fa i miliardi col petrolio ed è alla ricerca di altre fonti per continuare a farli possa pensare al benessere dei sardi che non hanno il metano, si può credere sul serio che facciano degli studi e inizino dei lavori solo per verificare cosa c'è nel sottosuolo senza alcun tornaconto?
queste non sono mai battaglie locali, dovunque si voglia scavare un pozzo, aprire una base, devastare un territorio in nome dell' interesse comune è sempre e solo per un tornaconto personale di pochi..
oggi è ad arborea domani potrebbe essere sotto casa tua
"È un progetto per la ricerca di gas naturale nel sottosuolo della provincia di Oristano. Quelli individuati nella piana di Arborea sono giacimenti di tipo convenzionale..contengono solo gas naturale e non petrolio greggio, ma soprattutto non richiederanno tecniche di perforazione particolarmente invasive. Gli studi completati da Saras indicano, con un alto margine di probabilità, la presenza nel sottosuolo del comune di Arborea di un giacimento costituito da cinque serbatoi geologici a profondità diverse (tra i 600 e i 2.850 metri) della capacità di circa 3 miliardi di m3 di gas. Saras ha chiesto l’autorizzazione per realizzare un solo pozzo esplorativo nella piano di Oristano, con l’obiettivo di confermare la presenza del gas naturale e la sua qualità. La fase di esplorazione prevede solo opere temporanee della durata complessiva di circa 6 mesi, di cui circa 50 giorni di perforazione vera e propria." ovviamente pensando a noi "Il metano eventualmente trovato ad Arborea sarà distribuito in Sardegna attraverso un collegamento con la rete di metanizzazione regionale in corso di completamento. La mancanza di gas naturale in Sardegna, unica regione in Italia a non possederne, continua a determinare una condizione di svantaggio sociale ed economico, sia per le attività industriali ed agricole sia per le famiglie. Per questo la disponibilità di una fonte energetica più pulita e meno costosa rispetto a quelle tradizionali, come potrebbe accadere grazie al metano di Arborea, si tradurrà in un vantaggio per lo sviluppo sociale ed economico della Sardegna".
queste belle immagini da libro dei sogni e da libro cuore non hanno convinto la popolazione della zona che ha creato nel 2011 un comitato contro il progetto e pochi giorni fa ha fischiato i tecnici giunti per rassicurare sulla salvaguardia dell'impatto ambientale.nel blog noprogettoeleonora.wordpress.com vengono spiegati quali sono i rischi per l'ambiente (siamo tra l'altro nei pressi di un'area protetta), la popolazione, l'economia della zona nota in tutta la sardegna per i suoi prodotti caseari.
si può davvero pensare che una multinazionale che fa i miliardi col petrolio ed è alla ricerca di altre fonti per continuare a farli possa pensare al benessere dei sardi che non hanno il metano, si può credere sul serio che facciano degli studi e inizino dei lavori solo per verificare cosa c'è nel sottosuolo senza alcun tornaconto?
queste non sono mai battaglie locali, dovunque si voglia scavare un pozzo, aprire una base, devastare un territorio in nome dell' interesse comune è sempre e solo per un tornaconto personale di pochi..
oggi è ad arborea domani potrebbe essere sotto casa tua
domenica 2 giugno 2013
tolleranza e libertà
mi ha sempre colpito molto, per non dire irritato, l'atteggiamento di quei credenti che accusano gli atei, o più semplicemente coloro che esprimono delle opinioni diverse dai loro infallibili dogmi, di offendere la loro sensibilità religiosa, di essere intolleranti e non lasciare loro la libertà di credere..sembra di sentire berlusconi che da 20 anni insulta chi non la pensa come lui ma intanto accusa gli altri di insultarlo! chiaramente il partito dell'amore contro il partito dell'odio. come dice il proverbio il bue che dice cornuto all'asino
ora la logica direbbe questo: chi è contro l'eutanasia, i matrimoni gay, le unioni civili, il preservativo, contro il diritto della donna di decidere del proprio corpo, contro il divorzio, chi entra nelle lenzuola delle persone e vuole decidere come si deve nascere e morire?..hanno uno strano modo di ragionare questi perseguitati cronici, la persecuzione da parte di chi non ragiona come loro, questi strenui difensori della libertà, la libertà di essere greggi che recitano preghiere a memoria e fanno solo si con la testa...
ma siccome con la logica non si può ragionare, soprattutto in italia, diciamo che alla fine si può trovare la coerenza in tutto questo, nel fatto che il bisogno di imporre il proprio dio come unico è il fondamento della chiesa cattolica, evangelizzare le genti si scontra perciò col fatto che ci sia qualcuno che non voglia essere evangelizzato; chi non ha bisogno di nessun credo, di nessun dio diventa ai loro occhi un intollerante, un irrispettoso, chi è depositario della verità si sente offeso se c'è qualcuno che si gira dall'altra parte per non sentirla.
la storia ci insegna quali sono le conseguenze di questo modo ottuso di vedere le cose, di "credere" acriticamente qualunque cosa venga inculcata per seguire la fede: fanatismo, donne bruciate come streghe, crociate, tentativo di limitare e oscurare la scienza e la medicina con conseguenti cause di diffusione di epidemie (vedi l'aids in africa).
e giustamente nelle nostre scuole pubbliche la storia ha un'importanza limitata mentre la religione viene ormai insinuata fin dalla scuola materna..amen..
ps. in europa almeno un minimo di distinzione tra destra e sinistra la si può trovare ovunque, non per proporre un modello di sistema alternativo al liberismo ahimè ma almeno nel tutelare i diritti civili per tutti i cittadini e approvare delle leggi che rispettino la loro libertà (in spagna o francia il dibattito non era se l'omosessuale è un malato, un pervertito, uno "normale"). in italia non è mai nell'agenda di nessuno sia perché non è mai l'ora, ci sono altre priorità e si vede (è sempre ora delle riforme) sia perché non c'è la sinistra ma solo ibridi in cui rispunta sempre il virus democristiano sia perché abbiamo in casa lo stato estero vaticano che detta le condizioni!
ora la logica direbbe questo: chi è contro l'eutanasia, i matrimoni gay, le unioni civili, il preservativo, contro il diritto della donna di decidere del proprio corpo, contro il divorzio, chi entra nelle lenzuola delle persone e vuole decidere come si deve nascere e morire?..hanno uno strano modo di ragionare questi perseguitati cronici, la persecuzione da parte di chi non ragiona come loro, questi strenui difensori della libertà, la libertà di essere greggi che recitano preghiere a memoria e fanno solo si con la testa...
ma siccome con la logica non si può ragionare, soprattutto in italia, diciamo che alla fine si può trovare la coerenza in tutto questo, nel fatto che il bisogno di imporre il proprio dio come unico è il fondamento della chiesa cattolica, evangelizzare le genti si scontra perciò col fatto che ci sia qualcuno che non voglia essere evangelizzato; chi non ha bisogno di nessun credo, di nessun dio diventa ai loro occhi un intollerante, un irrispettoso, chi è depositario della verità si sente offeso se c'è qualcuno che si gira dall'altra parte per non sentirla.
la storia ci insegna quali sono le conseguenze di questo modo ottuso di vedere le cose, di "credere" acriticamente qualunque cosa venga inculcata per seguire la fede: fanatismo, donne bruciate come streghe, crociate, tentativo di limitare e oscurare la scienza e la medicina con conseguenti cause di diffusione di epidemie (vedi l'aids in africa).
e giustamente nelle nostre scuole pubbliche la storia ha un'importanza limitata mentre la religione viene ormai insinuata fin dalla scuola materna..amen..
ps. in europa almeno un minimo di distinzione tra destra e sinistra la si può trovare ovunque, non per proporre un modello di sistema alternativo al liberismo ahimè ma almeno nel tutelare i diritti civili per tutti i cittadini e approvare delle leggi che rispettino la loro libertà (in spagna o francia il dibattito non era se l'omosessuale è un malato, un pervertito, uno "normale"). in italia non è mai nell'agenda di nessuno sia perché non è mai l'ora, ci sono altre priorità e si vede (è sempre ora delle riforme) sia perché non c'è la sinistra ma solo ibridi in cui rispunta sempre il virus democristiano sia perché abbiamo in casa lo stato estero vaticano che detta le condizioni!
venerdì 24 maggio 2013
hasta siempre don
abbiamo solo in prestito questo corpo, così come una testa e un cuore.. e l'uso che si sceglie di farne risponde solo alla propria coscienza e, se esiste, alla propria anima...
ci sono però due strade, scegliere da che parte stare, da quella dei potenti o da quella degli ultimi, scegliere di appoggiare dogmi e gerarchie o sporcarsi le mani e toccare con mano le miserie altrui..certo è più semplice percorrere la prima, è una via già segnata, non ci sono ostacoli, si evita di pensare e di porsi troppi perché, si legge un vangelo a memoria senza capire cosa si recita..la seconda è la via più accidentata di chi vive per la strada e tocca con mano la sofferenza dei senza voce..
sembrava quasi irreale don Gallo, lo sentivi parlare e ti sembrava che si fosse capovolto il mondo, un prete comunista, quasi una contraddizione in termini, un prete che parlava di sinistra più di tutti quelli che in teoria dovrebbero rappresentarla. un uomo che soprattutto credeva che la crisi fosse provocata da questo sistema capitalistico e che ci fosse bisogno di lottare per creare un mondo diverso..quanti leader della cosiddetta sinistra hanno mai osato mettere in discussione questo sistema? avere uno sguardo rivolto al domani per poter davvero proporre un'alternativa a questo pantano..
la chiesa non condanna i preti pedofili ma isola, allontana, scomunica i preti che non hanno solo la vocazione di recitare a memoria una messa ma hanno un missione che dovrebbe in teoria essere compatibile con ciò predicano..
in un fiume di miserie morali e culturali la voce di questo piccolo grande uomo mancherà parecchio...
mercoledì 15 maggio 2013
zirichiltaggia
quattro anni di sardegna vuol dire come minimo se uno ci vive dentro insieme imparare il dialetto …allora mi sono permesso di scrivere questa roba qua …
solo un grande uomo poteva dire una frase del genere, fabrizio da genova che ha scelto di vivere nella campagna sarda, che ne impara "la lingua" , che viene rapito ma perdona i suoi rapitori perché sa distinguere i pesci piccoli dai mandanti grossi..quanti hanno dimostrato un tale rispetto verso la sardegna e i sardi?
la sardegna...un'isola vicina eppur lontana, un luogo di passaggio al centro del mediterraneo, un passato da terra di conquista dove chiunque ha lasciato la propria impronta, una terra dalle mille sfaccettature e dalle tante contraddizioni..una terra quasi non nostra...una regione autonoma solo sulla carta..
...è il sole che riesci a intravedere anche nelle giornate più grigie, è il maestrale sempre e comunque, è cultura e tradizione, è la cucina migliore del mondo, è una lingua che non si studia, (dove una parola si pronuncia in modo diverso da un paese all'altro) che quasi non si tramanda più..
...è nostalgia sia per chi parte sia per chi vi resta, è un amore viscerale quasi disperato che ci accomuna tutti ovunque ci troviamo, è la voglia di partire e quando sei lontano la voglia di tornare...
la sardegna è un posto unico ma perché si fa di tutto per distruggere il suo ambiente, perché hanno creato uno sviluppo basato sulla chimica e le raffinerie, perché la Saras, Macchiareddu, Ottana, Porto Torres? solo una politica finalizzata ad allontanare le persone dalla terra e dal bestiame per inseguire un benessere momentaneo che, sin dal principio, si sapeva non sarebbe durato e oggi questo è sotto gli occhi di tutti..solo un mezzo per togliere ogni prospettiva futura e liberarsi dei sardi costringendoli a partire..
rimaniamo aggrappati sempre e comunque a miliardari che hanno comprato non solo le aree più belle ma la dignità delle persone, convinte che raccogliere le briciole e fare le foto al loro lusso ostentato fosse la maggiore conquista..
dove il tanto decantato orgoglio dei sardi? non è solo conservare le proprie tradizioni, è ribellarsi a chi cementifica selvaggiamente le coste, è ribellarsi a chi impone un turismo di lusso per soli ricchi che si concentra solo nei mesi di luglio e agosto (quando col clima che abbiamo potrebbe durare tutto l'anno), è ribellarsi a chi continua a isolarci (è un vero scandalo quel che stanno facendo coi collegamenti navali e coi continui tentativi di tagliare la continuità territoriale e i collegamenti aerei)..
la sardegna non è la costa smeralda, non è villa certosa, non è perdas de fogu, non è una classe dirigente che ci ha svenduto pezzo per pezzo, o meglio questo è quello che è stato costruito finora ma se vogliamo che questo pezzo di terra ci appartenga sul serio non basta gridare ai quattro venti che vogliamo l'indipendenza, bisogna prima di tutto smettere di aspettare che arrivi il ricco di turno, la multinazionale di turno, a ridarci il lavoro, a imporci uno "sviluppo" che in un'isola non può avere né presente né futuro..
so che il discorso è più complicato ma se siamo arrivati a un binario morto lasciando solo macerie dietro e prospettive nulle davanti, perché continuare a seguire la corrente e aspettare che arrivi qualcuno a salvarci invece di valorizzare tutto il bello che abbiamo intorno e provare a essere noi uniti e padroni del nostro destino?
sabato 11 maggio 2013
un minuto di silenzio
mentre i giornali erano impegnati a riscrivere la storia presentando giulio andreotti come lo statista protagonista di 60 anni di potere nel silenzio di tutti è morta una grande donna, agnese piraino leto vedova borsellino.
ancora una volta l'informazione ha dato il peggio di sé impegnandosi nel tessere le lodi di un uomo che non solo la storia può giudicare, rimangono, non le sue battute, la sua freddezza, la sua ironia, ma i suoi rapporti oscuri con i maggiori centri di potere, la mafia, il vaticano, la p2, gli usa; la sardegna ha pagato e ancora paga i suoi accordi personali stipulati in gran segreto con gli stati uniti, siamo stati venduti perché in una posizione centrale e strategica nel mediterraneo.
l'unico ad aver avuto la dignità di ribellarsi a questo balletto è stato umberto ambrosoli che, mentre nella regione lombardia si celebrava l'ennesimo minuto di silenzio in suo ricordo, è uscito dall'aula; andreotti aveva detto che il padre giorgio, assassinato perché stava indagando sui loschi affari del banchiere sindona, se l era cercata..un gesto normale per il figlio di uomo coraggioso, sarebbe stato un gesto ancora più significativo non lasciarlo solo, soprattutto per quei consiglieri che in campagna elettorale lo hanno appoggiato (mi viene maliziosamente da pensare sfruttando la sua onestà e la sua storia per arrivare ad un posto prestigioso nel pirellone) e abbandonare quell'aula a chi s'inchina al potere e lascia che siano i posteri a esprimere un giudizio che loro sono in grado di dare..
paradossalmente hanno dimostrato più "coraggio" i tifosi negli stadi, per una volta ricordati non per cori razzisti e le violenze ma tutti uniti nei fischi durante il minuto di silenzio imposto anche nei campi sportivi non si sa per quale motivo...
chiamare le cose col loro nome sarebbe già un grande gesto di giustizia nei confronti della verità, andreotti non è stato dichiarato innocente, è un prescritto colpevole di associazione a delinquere con la mafia per fatti accertati fino al 1980..la morte del giudice borsellino è stata materialmente eseguita dalla mafia ma i mandanti sono organi dello stato, basta chiamarla "presunta" trattativa stato-mafia..
non siamo così ipocriti o illusi da pensare che la verità su quell'ennesima stagione di misteri verrà fuori, ci sono verità che si possono solo immaginare ma non confessare; come ha detto licio gelli, dopo la morte del divo, i veri uomini sono quelli che si portano i segreti con loro. la giustizia può provare a indagare ma finirà sempre tutto in un vicolo chiuso perché l'italia è un paese dalla doppia storia, quella ufficiale dei fatti che appaiono e spesso esplodono e i meccanismi che ci stanno dietro..
ancora una volta l'informazione ha dato il peggio di sé impegnandosi nel tessere le lodi di un uomo che non solo la storia può giudicare, rimangono, non le sue battute, la sua freddezza, la sua ironia, ma i suoi rapporti oscuri con i maggiori centri di potere, la mafia, il vaticano, la p2, gli usa; la sardegna ha pagato e ancora paga i suoi accordi personali stipulati in gran segreto con gli stati uniti, siamo stati venduti perché in una posizione centrale e strategica nel mediterraneo.
l'unico ad aver avuto la dignità di ribellarsi a questo balletto è stato umberto ambrosoli che, mentre nella regione lombardia si celebrava l'ennesimo minuto di silenzio in suo ricordo, è uscito dall'aula; andreotti aveva detto che il padre giorgio, assassinato perché stava indagando sui loschi affari del banchiere sindona, se l era cercata..un gesto normale per il figlio di uomo coraggioso, sarebbe stato un gesto ancora più significativo non lasciarlo solo, soprattutto per quei consiglieri che in campagna elettorale lo hanno appoggiato (mi viene maliziosamente da pensare sfruttando la sua onestà e la sua storia per arrivare ad un posto prestigioso nel pirellone) e abbandonare quell'aula a chi s'inchina al potere e lascia che siano i posteri a esprimere un giudizio che loro sono in grado di dare..
paradossalmente hanno dimostrato più "coraggio" i tifosi negli stadi, per una volta ricordati non per cori razzisti e le violenze ma tutti uniti nei fischi durante il minuto di silenzio imposto anche nei campi sportivi non si sa per quale motivo...
chiamare le cose col loro nome sarebbe già un grande gesto di giustizia nei confronti della verità, andreotti non è stato dichiarato innocente, è un prescritto colpevole di associazione a delinquere con la mafia per fatti accertati fino al 1980..la morte del giudice borsellino è stata materialmente eseguita dalla mafia ma i mandanti sono organi dello stato, basta chiamarla "presunta" trattativa stato-mafia..
non siamo così ipocriti o illusi da pensare che la verità su quell'ennesima stagione di misteri verrà fuori, ci sono verità che si possono solo immaginare ma non confessare; come ha detto licio gelli, dopo la morte del divo, i veri uomini sono quelli che si portano i segreti con loro. la giustizia può provare a indagare ma finirà sempre tutto in un vicolo chiuso perché l'italia è un paese dalla doppia storia, quella ufficiale dei fatti che appaiono e spesso esplodono e i meccanismi che ci stanno dietro..
giovedì 25 aprile 2013
ora e sempre Resistenza
al di la delle celebrazioni, utili per non dimenticare ma a volte stucchevoli e ipocrite a seconda di chi si fa portavoce di valori in cui non crede solo per immagine istituzionale, cosa rimane di questo 25 aprile?
in realtà non ci siamo mai liberati dai fascisti e dal fascismo, fuori e dentro il parlamento siedono esponenti che tranquillamente vanno fieri del loro passato malgrado sia riconosciuto come reato l'apologia del fascismo e la ri-costituzione del partito fascista (cosa sono forza nuova e casapound circoli di bocce!)
in realtà alla liberazione fisica dell'italia non è seguito un vero movimento culturale, una rivoluzione morale che fosse capace di comprendere veramente gli errori fatti, analizzarli a fondo per poi impedire che si aprissero degli spiragli nel futuro una volta passata la forte emozione seguita alla fine della guerra, all'esaltazione per la libertà e per la lotta partigiana. da questa ondata d'entusiasmo è nata la costituzione coi principi generali migliori che si possano desiderare ma quello che doveva essere il punto di partenza si è rivelato un punto di arrivo.
l'italia è un paese con la memoria corta, sempre pronta a salire sul carro del vincitore e a inseguire l'uomo forte, oggi come ieri, quelli che il giorno prima erano fascisti il giorno dopo erano festanti a piazzale loreto; nel momento di fare veramente lo scatto verso il cambiamento la forza di autoconservazione ha sempre prevalso sul cambiamento (ricorda forse qualcosa?)
nell'Italia delle larghe intese, della sinistra che non c'è più da troppo tempo, nel paese degli indifferenti, in ricordo di chi ha lottato contro tutto questo:
in realtà non ci siamo mai liberati dai fascisti e dal fascismo, fuori e dentro il parlamento siedono esponenti che tranquillamente vanno fieri del loro passato malgrado sia riconosciuto come reato l'apologia del fascismo e la ri-costituzione del partito fascista (cosa sono forza nuova e casapound circoli di bocce!)
in realtà alla liberazione fisica dell'italia non è seguito un vero movimento culturale, una rivoluzione morale che fosse capace di comprendere veramente gli errori fatti, analizzarli a fondo per poi impedire che si aprissero degli spiragli nel futuro una volta passata la forte emozione seguita alla fine della guerra, all'esaltazione per la libertà e per la lotta partigiana. da questa ondata d'entusiasmo è nata la costituzione coi principi generali migliori che si possano desiderare ma quello che doveva essere il punto di partenza si è rivelato un punto di arrivo.
l'italia è un paese con la memoria corta, sempre pronta a salire sul carro del vincitore e a inseguire l'uomo forte, oggi come ieri, quelli che il giorno prima erano fascisti il giorno dopo erano festanti a piazzale loreto; nel momento di fare veramente lo scatto verso il cambiamento la forza di autoconservazione ha sempre prevalso sul cambiamento (ricorda forse qualcosa?)
se oggi chiedete a un giovane cosa rappresenta questa giornata non so quanti sarebbero in grado di rispondere, perché non c'è nessuno nelle aule di scuola che sappia o osi fare un discorso del genere senza essere apostrofato come comunista."Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione."(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955).
nell'Italia delle larghe intese, della sinistra che non c'è più da troppo tempo, nel paese degli indifferenti, in ricordo di chi ha lottato contro tutto questo:
Antonio Gramsci“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani.Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti...Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
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